venerdì 11 ottobre 2013

AstiExpo in diretta - La crema al pistacchio di Simonetta

Simonetta è una signora simpatica e decisa, ma soprattutto appassionata del lavoro che si è scelta qualche anno fa, lasciando Torino e mettendosi a produrre miele a Castagnole Monferrato. L'azienda si chiama Valvi e dal miele poi è passata alle gelatine di petali, frutti, vini, aromi, bacche e sottobosco particolarmente indicate per enfatizzare i gusti dei formaggi. Ma è soprattutto con le creme che Simonetta ha lasciato un segno nelle nostre papille gustative, nocciola, mandorla e pistacchio. Le nocciole sono quelle della proprietà, mandorle e pistacchi arrivano dalla Sicilia e il burro vaccino fa da amalgama e addensante. Su tutte per noi la crema al pistacchio è la numero uno, difficilmente dimenticabile. Provate gente. 
www.valvi.it  -  mail@valvi.it

lunedì 16 settembre 2013

1963-2013: i Girarrosti Santa Rita festeggiano 50 anni e i polli, per un giorno, tornano a costare 1.000 lire (50 cent. di euro)

Come sanno gli amici che seguono il Grillomangiante, difficilmente “promuoviamo” aziende, ma quella che stiamo per raccontarvi è una storia bella, oltre che un’iniziativa ingegnosa e adatta più che mai ai tempi di magra che attraversiamo. Dunque, era il 1963, esattamente cinquant’anni fa, usciva il primo album dei Beatles, "Please please me", nasceva Spiderman, Martin Luther King pronunciava il famoso discorso “I have a dream”, Edoardo Vianello cantava “Abbronzatissima” e Gianni Morandi“Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”. Un momento storico di grande energia e vitalità come quella che anima Mario Valentini, appena giunto a Torino e sorpreso dalla mancanza di rosticcerie come quelle a cui era abituato nella Capitale. Torino ha in pochi anni raddoppiato la popolazione e la Fiat conta quasi centomila dipendenti in città: sotto il segno dell’auto si compie una grande trasformazione urbana, in cui i dialetti si moltiplicano e le tradizioni alimentari forestiere si sommano a quelle tipiche piemontesi. Valentini scommette che anche i torinesi non sapranno resistere al profumino di un bel pollo arrosto, e decide di aprire un negozietto nella popolosa piazza Santa Rita, in uno dei quartieri dove il meltingpot è più vivace. Scommessa vinta, anzi, stravinta. Se le intenzioni di Mario erano di tornare a Roma dopo un paio d’anni,il successo dei suoi polli allo spiedo è tale da farlo rimanere definitivamente a Torino, dove con l’aiuto del figlio Achille apre un negozio dopo l’altro. Nasce così la catena di Girarrosti Santa Rita, sedici punti vendita in città e sette nella prima e seconda cintura. Di recente l’insegna gialla e rossa ha varcato i confini regionali: a Termoli, in Molise, sta facendo furore, mentre nel centro di Milano l’apertura è imminente. In cinquant’anni sono cambiate molte cose, anche ai Girarrosti Santa Rita. Non la ricetta del pollo e delle patate, sempre quella di una volta, a cui si sono aggiunti altri prodotti per soddisfare e deliziare il palato dei sempre maggiori clienti. Ed è cambiata anche l’attenzione all’ambiente: il laboratorio artigianale funziona con l’energia fotovoltaica prodotta dai pannelli sul tetto, l’olio di frittura viene riciclato e si trasforma in biodiesel. Inoltre, l’azienda sente profondamente la responsabilità verso la comunità in cui opera e che le ha dimostrato tanto apprezzamento nei decenni, e si impegna a sostegno dell’infanzia attraverso Forma Onlus, e della cultura tramite il Fai. Fin qui la storia, la notizia è che, udite udite, nei 23 punti vendita di Torino e Piemonte, il 5 ottobre, i famosi polli dei Girarrosti Santa Rita saranno venduti al prezzo simbolico di 50 centesimi di euro. Oppure a 1000 lire: chi ne ha ancora nel cassetto le porti e, per gioco e con un pizzico di nostalgia, le vecchie lirette torneranno ad avere l’antico potere d’acquisto. Un’iniziativa per celebrare con orgoglio il traguardo raggiunto in mezzo secolo, ma anche per condividere la gioia dell’anniversario al fianco dei cittadini e dei clienti, soprattutto in questo momento economico difficile per tante famiglie. Oltre alla distribuzione dei 10.000 polli a 50 centesimi, che riguarderà tutti i punti vendita piemontesi, il 5 ottobre i Girarrosti organizzano una grande festa proprio in piazza Santa Rita, con spettacoli circensi, giri in Ape Calessino e altro ancora, proprio là dove tutto ebbe inizio nel lontano 1963. Per maggiori informazioni: info@tuttoquadra.it

domenica 9 giugno 2013

Il Fior di panna vince per la giuria tecnica il Gelato Festival Torino.


Il “Fior di panna” del Gelatiere Leonardo La Porta dello storico Caffè Miretti di Torino è il miglior gusto della tappa torinese Gelato Festival 2013 secondo il parere della giuria tecnica che si è riunita stamani all'Orion Village allestito nel  cortile di Palazzo Reale. Nel segno della tradizione dell'arte gelatiera la menzioni speciale è andata al “Pistaccio” di Antonio Mezzalira della gelateria Golosi di Natura di Gazzo (Padova), nel segno dell'innovazione menzione speciale Simone Deodati con il gusto “Abbraccio di Venere” della New Moon gelateria di Narni Scalo (Terni). Sono solo tre dei ventisette maestri gelatieri presenti al Gelato Festival di Torino in programma fino a domani alle 24. Ciascun gelatiere propone un gusto “cavallo di battaglia” originale e creativo realizzato ad hoc per la manifestazione nata per mettere insieme il meglio dell'arte gelatiera italiana. Per i maestri gelatieri luogo eletto dove esibirsi è il “Buontalenti”. Il meglio della tecnologia e dell’innovazione del settore sono salite a bordo del primo laboratorio mobile di gelato artigianale al mondo dedicato all’inventore del gelato, Bernardo Buontalenti, e ideato dalle menti di Gelato Festival. Il “Buontalenti” che produce gelato artigianale della migliore qualità, direttamente sotto gli occhi del pubblico, contiene in soli 55 mq ben cinque postazioni complete per ospitare una produzione di 5 Maestri Gelatieri in contemporanea. Grazie ad un’intera parete in cristallo, il pubblico ammira tutte le fasi della avvincente lavorazione di gelato artigianale di qualità.Tra le attrazioni del Festival anche eventi gastronomici e Gelato Show Cooking. I  protagonisti sono il maestro gelatiere Pino Scaringella e le sorelle Silvia e Laura Squizzato che propongono ricette di Gelato Light.

martedì 4 giugno 2013

Gelato Festival Torino nel prossimo week end.


Goloso appuntamento, e non è un modo di dire, quello del Gelato Festival Torino che si terrà dal 7 al 9 giugno e la cui conferenza stampa di presentazione è prevista per giovedì 6 giugno, ore 11.00, a Palazzo Reale. La manifestazione, nata a Firenze quattro anni fa per sottolineare la storicità tutta italiana del Gelato, prende spunto dalla storica ricetta del Buontalenti. Oltre a Roma e Milano, prevede come unica altra tappa in solo Torino, così da rendere omaggio alla tradizione artigianale torinese e nazionale. Un riconoscimento importante per la città, sempre più inserita nei circuiti di eventi di risonanza nazionale.  Oltre ad una postazione che a rotazione vedrà all’opera gelatieri aderenti alla Ascom, ci saranno una quindicina di Maestri Gelatieri  (tutti artigiani) un po’ di tutta Italia. Unica presenza estera una Maestra gelatiera Brasiliana che porterà un tocco di esotismo in più alla rassegna.  Curiosità suscita la presentazione del grande laboratorio mobile (unico al mondo) espressamente progettato dalla Resti di Arezzo. La regia operativa sarà dell’astigiano Giorgio Zanatta, Maestro Gelatiere che coordinerà anche la giuria tecnica e i laboratori.

 

giovedì 25 aprile 2013

BLOG TOUR NAZIONALE #LAMIATORINO


Il grillomangiante ha ricevuto questo comunicato stampa e volentieri gli presta il suo "cri cri".

#lamiatorino. E’ questo l’argomento di discussione alla base del blog tour nazionale organizzato da Turismo Torino e Provincia in collaborazione con la Città di Torino e con il prezioso supporto operativo dello staff di NonSoloTuristi, blog di viaggi tra i più seguiti in Italia, in occasione del Torino Jazz Festival. Un viaggio web 2.0 dedicato ai blogger che, attraverso i strumenti social, promuoveranno le eccellenze di Torino.
Dal 26 al 28 aprile, giungeranno nel capoluogo circa 30 blogger da tutta Italia. Il gruppo è eterogeneo per interessi e competenze come si evince dai blog di, solo per citarne alcuni: Non Solo Turisti (viaggi, avventure, stili di vita), Fraintesa (viaggi e vita da vegetariana), The Girl with the Suitcase (viaggi, eventi e fotografia), Slow Travel (viaggi eco-sostenibili), Uno spreco di bit (Social Media, Web Marketing), Viaggiare da Soli (viaggi in solitaria al femminile), Mi prendo e mi porto via (viaggi insoliti fuori dalle solite mete). Con i loro tweet, i blogger raggiungeranno circa 90.000 followers nei 3 giorni del blogtour e scatteranno tra le 650 e 1.000 foto con Instagram, che verranno poi condivise sui rispettivi account Twitter e Facebook. E’ in progetto, inoltre,  un “reportage” sul blogtour realizzato in collaborazione con TorinoStorytelling, che si occuperà di fotografare i blogger alle prese con Torino e le attività proposte, raggiungendo nell'immediato oltre 1.200 follower, senza contare l'effetto virale che ciascun blogger provocherà ritwittando le foto che lo riguardano.
Ricco il programma di soggiorno per una tre giorni di full immersione nel capoluogo subalpino:  i blogger verranno accolti dall’Assessore al Turismo e alla Cultura della Città di Torino, Maurizio Braccialarghe presso il Mood Libri e Caffè; scopriranno, attraverso un tour guidato, i mille aspetti della città, degusteranno i Sapori Torinesi presso Il Monferrato, le proposte del M**Bun SlowFastFood e proveranno l’emozione di salire a bordo di TurinEye, il pallone frenato più grande del mondo. E non solo. Visiteranno il Museo Nazionale del Cinema, raggiungeranno la Palazzina di Caccia di Stupingi in sella alle Royal E-Bike, bici elettriche, dove verranno accolti da un pic-nic country chic realizzato dalle foodblogger torinesi Il gatto Ghiotto e CucinaPapera con prodotti tipici del territorio alcuni dei quali delle aziende di “Made in Torino. Tour the excellent”  e avranno  tempo a disposizione per assistere ai concerti del Torino Jazz Festival. Ed infine, ma non per importanza, i blogger lasceranno Torino con una cover i-phone brandizzata omaggiata da Giemme (www.giemme.it)

domenica 3 marzo 2013

Molo 16, cucina di pesce e tradizione mediterranea


Il Molo 16 è un ristorante di pesce che mi ha fatto conoscere alcuni mesi fa il mio amico Piergiu, teologo, professore di liceo e recensore durissimo di ristoranti. Il locale si presenta gradevole con una nota dominante di azzurro, le belle sedie di tavola bianche, i piccoli tavolini alla francese e la scelta di bottiglie che costituiscono la non amplissima carta dei vini con un occhio di riguardo alle meno note eccellenze meridional,i senza dimenticare i grandi vini del nord . La cucina rispecchia la tradizione pugliese di mare, il menu cambia secondo il pescato di giornata, l’olio e le spezie provengono dalla Puglia, grande è l’attenzione per il sale. Da assaggiare il delicato antipasto di pesce crudo e la spadellata di polpo piccante, veramente particolare. Sempre disponibile la frittura mista di paranza. Ai primi vale la pena di ricordare i cavatelli con il pesto di ricciola. Dolci della tradizione meridionale. Caffè con la moka.

Ristorante  Molo 16  -  Via Oddino Morgari, 16  -  Torino  -  Tel. 011.6504388 – Cell. 349.6290224 Domenica chiuso  -  www.ristorantemolo16.it

domenica 24 febbraio 2013

Champagne Alain Lefevre, Gran cru, Blanc de blancs.


 

Lo champagne in Francia è qualcosa di più di un prodotto, è un rito che accompagna i momenti dell’amicizia e della convivialità, certo è anche una bevanda che serve per celebrare, più dello spumante in Italia. In Francia infatti tutti hanno il proprio produttore di fiducia e le bottiglie della festa o del pranzo di matrimonio dei figli arrivano da un determinato chateau che spesso ha fornito le bollicine anche per lo sposalizio dei genitori e magari dei nonni. Facile quindi trovare champagne di piccoli produttori, poco noti ma di grande qualità. In questi giorni mi è capitato di assaggiarne uno di ottima fattura, regalatomi a Natale da un parente che si approvvigiona direttamente dal chateau: si tratta del blanc de blancs, gran cru, di Alain Lefevre. Al naso i profumi di lieviti tipici dello champagne sono intensi per poi stemperarsi e divenire più eterei, il perlage è fitto e di buona persistenza, alla bocca il gusto è franco e pieno, con leggeri sentori di frutta selvatica. Se vi capita di passare da Bergeres Les Vertus, vale la pena.

Champagne Lefevre Alain 

Rue Pont
Bergeres Les Vertus, 51130
France
Phone: +33 326522407 Fax: +33 326522874

sabato 16 febbraio 2013

Un tesoro in cantina.


Mi piace immaginare che la cantina dell’antica casa avita, una costruzione di fine ‘700 sulle colline del Monferrato casalese, sia stata per  il mio amico Paolo bambino, territorio d’avventura e di scorrerie dove spingersi con il cuore accelerato dalla paura, alla ricerca di un tesoro nascosto. Poi abituati gli occhi all’oscurità di quel luogo, appena rischiarato da una solitaria lampadina, dopo un’attenta ricognizione tra le botti di rovere di slavonia, le vascelle di cemento e le tante bottiglie polverose ammonticchiate a terra e negli infernotti, la delusione di una ricerca senza frutti.  D’altronde come avrebbe potuto una nave pirata dal mare spingersi fino a quelle colline; certo non attraverso le basse acque delle risaie allegate! E ora immaginiamo Paolo, ormai adulto e con una diversa consapevolezza del mondo, padre lui stesso, tornare in quella cantina, la cui oscurità da molti anni non era stata violata, e scoprire questa volta un piccolo tesoro d’alcool tra quelle stesse bottiglie che anni prima gli erano parse insulse e invece covavano la nobiltà del passaggio del tempo attribuendo valore ai prodotti della terra e dell’uomo. Una piccola pattuglia di vini che di seguito elenchiamo: ALESSANDRO ZOPPA BAROLO 1944, BORGOGNO BAROLO RISERVA 1967, BORGOGNO BAROLO RISERVA 1968, CAPPELLANO BAROLO 1955, GAJA BARBARESCO 1967, GAJA BAROLO RISERVA SPECIALE 1953-1955, GAJA BARBARESCO RISERVA SPECIALE 1953, MARCHESI FRACASSI BAROLO 1962, MARCHESI FRACASSI BAROLO 1964, MIRAFIORE BAROLO 1943. Chi fosse interessato all’acquisto può chiamare Paolo sul suo cellulare: 333-7370921.

domenica 3 febbraio 2013

Vino d'Autore e Banco d'Assaggio martedì 5 al Majestic


Sarà in programma a Torino martedì 5 febbraio alle ore 18.30, presso le sale dello Starhotels Majestic la serata dedicata al Concorso Letterario Nazionale “Bere il Territorio” e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere l’iniziativa un punto di riferimento per i giovani appassionati al mondo del vino e della scrittura. Durante la serata, per il sesto anno, verrà consegnato il premio speciale “Vino d’Autore” allo scrittore che ha dedicato riferimenti al vino e ai suoi territori. Ospite d’onore della serata a cui sarà assegnato il premio speciale è la scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti che verrà intervistata dal giornalista Bruno Quaranta, de La Stampa-Tuttolibri. La  serata proseguirà a partire dalle 19,30 e fino alle 22,00 con un banco d’assaggio con le aziende vinicole italiane che compongono il Comitato sostenitore del Concorso e alcune aziende che sostengono il progetto culturale durante lo specifico evento di Torino. Di seguito il programma:

Ore 17.00: Apertura della serata con il Banco d’Assaggio riservato a professionisti del settore e giornalisti
Ore 18.30: Conversazione con Isabella Bossi Fedrigotti intervistata da Bruno Quaranta e consegna del Premio Speciale “Vino d’Autore”
Ore 19.30 - 22.00: Banco d’assaggio e degustazione.

Il costo della degustazione è di € 13 (€ 10 Soci Go Wine e associazioni di settore). L’ingresso sarà gratuito per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine direttamente al banco accredito della serata (prima di accedere al banco d’assaggio).

L’organizzazione avvisa che per una migliore accoglienza è consigliabile
confermare la presenza alla serata ed il numero degli eventuali accompagnatori all’Associazione Go Wine, telefonando al n° 0173/364631 oppure inviando un fax al n° 0173/361147 o un’e-mail a stampa.eventi@gowinet.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. entro le ore 12.00 di martedì 5 febbraio p.v..

domenica 27 gennaio 2013

“Orto e Baguette”, sfiziosità in pieno centro.

 
 
 
Sabato 19 gennaio  nevischiava e l’aria era gelida, ma nonostante ciò in molti si sono ritrovati in via Carlo Alberto 14, per festeggiare l’inaugurazione del secondo negozio  “Orto e Baguette”, il primo è alla Crocetta in via Pigafetta 19, emporio di primizie dell’orto che è anche “sfizioseria” a base di farine, piccola gastronomia, formaggi e salumi. Un ambiente moderno e luminoso che non si vuole confondere con il finto rustico che tanto va di moda e una scelta di prodotti a km zero, non sbandierati ma reali, per scelta e vocazione. I vini arrivano dall’Albese e dal Roero, dall’Astigiano  i prodotti da forno confezionati, e poi ci sono alcune prelibatezze, come i deliziosi “brut e bon” prodotti da un piccolo artigiano torinese che suggellano l’impasto di zucchero e uova con la croccante bontà della nocciola tostata. Infine grande scelta di pizze, focacce, lingue di gatto (o di suocera…), pasticceria secca, tutto rigorosamente fatto al momento, ideali per uno spuntino veloce “take away”. Merita un giro.
Orto e Baguette -  Via Carlo Alberto, 14 – Torino – Tel. 011.8395830

lunedì 31 dicembre 2012

Torta delle rose di Marina


Gertrude Stein diceva che “una rosa è una rosa è una rosa ..”, parafrasando   “una torta è una torta è una torta...” e il massimo si raggiunge quando una torta è una … Torta delle Rose. Con questo dolce, creazione della signora Marina madre di un  collega, è stato amore a prima vista. Un florilegio di rose di pasta accoglie l’occhio e prepara all’incontro con il palato dove la torta si rivelerà semplice nel suo gusto antico di cose buone. Prevalenza, senza prevaricazione, di burro e di limone, è un piacere dell’anima più ancora che del gusto staccare il bocciolo di rosa, perché sarebbe sacrilego l’atto del tagliare, e mordere questa pasta spugnosa e delicata.
A seguire la ricetta.
Impastare 300 gr. di farina con un cucchiaio di zucchero, la buccia grattugiata di un limone, 3 tuorli di uovo, 3 cucchiai di olio di oliva, un quadratino di lievito sciolto in un bicchiere da yogurt pieno di latte ed un pizzico di sale.
Lavorare  bene 100 gr. di burro morbido con un bicchiere da yogurt di zucchero.
Stendere l’impasto con il matterello ed allargarci sopra  il burro e lo zucchero.
Arrotolare e tagliare delle rose di circa 3 cm. , sistemarle in una teglia di circa 28 cm, imburrata e infarinata ( se ne devono fare almeno 15).
Lasciare lievitare per un’ora e mezza circa.
Cuocere in forno già caldo a 200 gr. per i primi 15 minuti. Coperta dalla carta stagnola. Scoprirla ed abbassare a 180 gr. per altri 15 minuti e controllare.
Vuotarla subito altrimenti lo zucchero indurisce e non si stacca più

domenica 2 dicembre 2012

Etichette - Garayasusi, 2009 - Roberto Ceraudo


“Graya” in lingua arbresh, albanese antico, vuol dire “donna” e il nome Grayasusi è stato un omaggio di Roberto Ceraudo alla sua primogenita Susi. Il vino è un rosato poderoso che nasce da uve Gaglioppo della Val di Neto, a Strongoli, nella Calabria crotonese dove i Ceraudo sono stati pionieri delle coltivazioni biologiche. Questo Grayasusi etichetta rame, si presenta alla vista con un bel colore cerasuolo, al naso la complessità dei profumi si sostanzia, oltre che nella freschezza, negli aromi di frutta rossa. Le note di rosa canina e ciliegia, trovano all’assaggio la conferma di essere di fronte a un vino  che nella sua apparente semplicità cela una personalità complessa. Finale sapido e persistenza che sa di speziato. Nobile rosato adatto a primi di pasta, salumi, formaggi di media stagionatura, pesci e crostacei, carni bianche. Alcool 13,5. Costo medio per bottiglia da 750 cc.: Euro 11,00.  (Degustato a Torino, il 1 dicembre 2012)

domenica 18 novembre 2012

Mentone 2 - Elsa Plage, profumo di pesce e onde di mare.

Ora che il freddo inizia a mordere, con il suo seguito di nebbie e piogge, è bello andare con la memoria a un piccolo caratteristico ristorante di pesce a Mentone. L’Elsa Plage si trova sulla Promenade du Soleil, sul confine con Roquebrune. E’ una grande terrazza sul mare, metà dedicata a stabilimento balneare e metà riservata al ristorante. Sia a pranzo che a  cena è gradevole mangiare con il sottofondo delle onde che si frangono sugli scogli sotto di voi, chiaramente se avrete avuto la lungimiranza di prenotare chiedendo espressamente un tavolo bord de mer! La specialità dell’Elsa Plage è il pesce, pescato fresco e preparato soprattutto alla griglia, senza le tante salsine che fanno le felicità dei nostri cugini. Ricordiamo ancora con piacere due branzini deliziosi e alcuni scampi veramente freschi. Interessanti i vini, in particolare alcuni rosè provenzali e una originale quanto ottima crema catalana gelata. Prezzi non proprio popolari. Servizio simpatico, cordiale e veloce.
Bar – Glacier Restaurant  ELSA  PLAGE – 1, Promenade du Soleil, Menton - +33 04 93 3580 83  

mercoledì 14 novembre 2012

Etichette. SORI' DEI MORI


La Cantina sociale di Vinchio e Vaglio (Asti) ha una tradizione di vini di qualità recentemente ci è capitato di degustare la Barbera d’Asti DOCG “Sorì dei Mori” di questo enopolio. Il colore è rosso rubino con riflessi granata e buona limpidezza. Il naso si apre a profumi fruttati, di ciliegia e prugna matura. La bocca conferma il gusto di frutta rossa, i tannini sono in buon equilibrio e la struttura complessiva è importante. Buona persistenza. Abbinamenti classici di questo nobile bere sono primi corposi, secondi di carne, formaggi. Alcool 13,5. Costo per bottiglia da 750 cc.: Euro 7,20.  (Degustato a Pecetto, il 30 ottobre 2012)

www.vinchio.com – Tel. 0141.950903 – info@vinchio.com

martedì 6 novembre 2012

La Casa nel Bosco compie dieci anni e Paolo Monticone la celebra da par suo.

Paolo Monticone è un amico da vecchia data ed è stato anche uno di quelli che mi ha fatto capire cosa vuol dire "essere" un giornalista che è diverso da "fare" il giornalista, o come si dice oggi, il comunicatore. Paolo è stato per anni l'anima del bisettimanale  La nuova provincia di Asti che ha anche diretto, ha co-fondato e diretto Il Corriere dell'Astigiano, è un esperto del territorio e dei suoi prodotti, è di Asti fino al midollo ed è un uomo forte. Legge il Grillomangiante e mi regala questa chicca giornalistica che parla di un ristorante che ormai è diventato un mito per chi ama il buon cibo, La Casa nel Bosco, nota al grande pubblico per i successi televisivi di qualche anno fa alla Prova del Cuoco, compie dieci anni e Paolo la celebra da par suo. Volentieri quindi riservo spazio a lui e alla famiglia Filippetti.  
 
 
Nel Settembre del 2002, a cominciare la sua seconda vita dopo la prima in cui si era occupato di Marketing per alcune tra le più note case vinicole piemontesi ed italiane, Gianni Filipetti apriva, insieme alla moglie Guglielmina Risotti, nel verde intenso dei boschi e dei noccioleti della natia Cassinasco, porta della Langa Astigiana, la “Casa nel Bosco”. Iniziava così un’avventura di ristorazione tra le più interessanti degli ultimi decenni nell’Astigiano. Gianni e Mina (i nomi con cui ora sono universalmente noti ad una clientela fatta per più di due terzi da affezionati ospiti stranieri) sono infatti diventati i sapienti custodi dei prodotti del territorio, soprattutto quelli della Langa astigiana, che utilizzano ogni giorno per confezionare piatti semplici e curati, profumati e ricchi di gusto, tutti nel solco della tradizione delle campagne del sud Piemonte che fanno riferimento ad agnolotti del “plin”, taglierini, vitello tonnato, carne cruda, brasati e stracotti, formaggi di Langa, dolci di nocciole e torroni. Due sale e due dehors (uno ad est ed uno ad ovest, così si sempre a favore di luce) ed il vero km. Zero per l’orto (400 metri quadri), il giardino di aromatiche ed il frutteto con una sessantina varietà, dai meli antichi, alle marasche al ribes. Il menu è scritto, ma sempre spiegato e la cantina è essenziale ma non certo povera: cento etichette per la grande maggioranza piemontesi. Si spendono tra i 25 ed i 29 euro, vini esclusi. Oggi, a poco più di dieci anni da quel settembre, con una ristretta brigata di cucina di cui fa parte anche il figlio Francesco, Gianni e Mina possono vantare – senza troppa enfasi, per carità, che piemontesi di Langa sarebbero, se no – “trofei” di non poco conto, tra cui la citazione su alcune tra le più accreditate guide italiane e straniere (anche su una danese, bellissima, che guarda al Piemonte del buon mangiare attraverso i personaggi che lo animano) e, nel 2008, la vittoria assoluta al concorso televisivo “La prova del cuoco”, popolare trasmissione condotta su Raiuno da Antonella Clerici. Per festeggiare il decennale di attività nella bella “Casa nel Bosco”, accogliente trasformazione di un rudere di Langa che avrebbe dovuto diventare la casa di campagna della famiglia Filipetti, Gianni e Mina hanno scelto la strada della misurata ma sincera cordialità della gente del posto: una coppa di Moscato d’Asti ed un vasetto di confettura di frutta della casa a tutti i clienti del mese dei dieci anni. Una promozione conclusa, ma se ci si presenta con gli auguri, magari…
 
                                                                                                                    Paolo Monticone
 
 
 

domenica 28 ottobre 2012

Etichette. BALOSS

Inizio da oggi una nuova rubrica dal titolo autoesplicativo, "Etichette". Ospiterà assaggi e degustazioni effettuate da Grillomangiante e ne parlerà, come sempre, senza condizionamenti e dal punto di vista di chi consuma e ama il buon vino.

"Baloss" -  Monferrato Rosso, DOC
Abbiamo assaggiato questo Merlot vinificato in purezza e prodotto dalla Cascina Christiana di Nizza Monferrato (Asti), zona di grandi Barbere. Al colore si presenta rosso rubino vivo, con riflessi aranciati, di buona limpidezza. Al naso i profumi sono delicati, di frutta matura, con note speziate e di legno. Alla bocca il gusto è sapido, complesso, caldo e avvolgente, di buona tannicità e persistenza. Vino corposo, adatto in abbinamento a salumi, primi importanti e secondi di carne. Piccola produzione. Alcool 13,5. Costo per confezione da 6 bottiglie: Euro 54,00 + IVA.ww

(Degustato in Torino, il 28 ottobre 2012)
CASCINA CHRISTIANA Strada San Michele, Nizza Monferrato, Asti. WWW.CASCINACHRISTIANA.COM

sabato 27 ottobre 2012

+ DI UN GELATO per cambiare il mondo.

L'amico Mel Menzio, editore e direttore del settimanale moncalierese IL MERCOLEDI', mi invia questo pezzo di presentazione di un gelato che, come recita il nome, è + DI UN GELATO, in quanto la sua produzione è collegata ad un'iniziativa sociale che tende ad offrire un'occasione a coloro che a seguito della crisi generale in cui ci dibattiamo, hanno bisogno di riqualificazione professionale.
Grillomangiante volentieri dà spazio a questa iniziativa e invita tutti i grillimangianti ad andare ad assaporare + DI UN GELATO al Salone del Gusto.


+ DI UN GELATO PARTECIPA

A CAMBIARE IL MONDO.
+ di un Gelato parteciperà sabato 27 ottobre al Salone del Gusto e Terra Madre 2012, tra i maestri del gusto della città di Torino. E se lo slogan scelto da Slow Food quest’anno è “i cibi che cambiano il mondo”, questa sarà una partecipazione a pieno titolo, essendo + di un Gelato non solo prodotto gastronomico di eccellenza, ma vero e proprio progetto di cooperazione e cambiamento.  Frutto di un’idea della Cooperativa Insieme, specializzata nei servizi socio-assistenziali ed educativi, + di un Gelato si colloca all’interno di un disegno più ampio, volto a promuovere l’occupazione lavorativa alle migliori condizioni economiche, sociali e professionali.  Il nome + di un Gelato è stato scelto proprio perché il progetto prevede, attraverso la produzione di un gelato artigianale, un obiettivo più ampio, quello di creare opportunità di lavoro per persone giovani e meno giovani, vittime del contesto di crisi generale e con necessità di riqualificazione.  Attualmente nel progetto lavorano circa 15 persone. Sono nella maggior parte giovani che hanno voglia di imparare un mestiere e che vengono formati secondo la più antica arte dei Mastri Gelatieri italiani grazie alla preziosa collaborazione di Alfio Tarateta che segue + di un Gelato nell’aspetto tecnico.  Con + di un Gelato la Cooperativa Insieme ha voluto inoltre investire su un prodotto di eccellenza, artigianale e a km 0.  Dai gelati alla frutta alle creme e i cioccolati, tutti i gusti e prodotti di + di un gelato sono preparati solo con materie prime fresche, di provenienza certificata e di prima scelta. Ad eccezione del cacao, che arriva da Colombia e Venezuela, delle banane e del pistacchio, rigorosamente di Bronte in Sicilia, gli ingredienti derivano da una filiera che opera in Piemonte, e che garantisce caratteristiche di vera genuinità e freschezza.  La frutta, di stagione, proviene da cooperative agricole selezionate e, in particolare, dal fondovalle della Valle Varaita; le nocciole usate per preparare i gusti di Gianduja e Nocciola, sono le Nocciole DOP dell’alta Langa; il latte e la panna sono freschi di giornata e arrivano ogni mattina da un consorzio di aziende agricole del settore. Non viene utilizzato nessun tipo di conservante. In questo modo il gelato è davvero fresco, sano e naturale.    Insomma, se ci sono cibi che possono cambiare il mondo, il gelato di + di un gelato è sicuramente uno di quelli.

domenica 21 ottobre 2012

I Ceretto, ambasciatori del territorio.


 

Roberta Ceretto possiede il talento di saper raccontare con eleganza e sottile autoironia. L’occasione è un workshop su “Marketing e innovazione tecnologica” e Roberta esordisce con una fiera dichiarazione di identità: “.. i Ceretto sono barolisti”. La platea, composta in gran parte di giovani manager della Granda, viene presa per mano dal parlare semplice e misurato di Roberta che racconta del Blangè, operazione di marketing intuitivo, che negli ’80  ha dato una svolta all’azienda, poi sottolinea l’importanza della bottiglia, dei diversi prodotti,  le etichette, le installazioni d’arte e le mostre, gli incontri con gli agenti, il commerciale, il “non farsi mancare niente” rappresentato dai due ristoranti e dagli investimenti sulle nocciole. Un “markettaro” direbbe che parla di package, comunicazione, eventi, p.r., diversificazione, chi l’ascolta invece resta impressionato dal grande lavoro che questa Azienda fa sul territorio, con il territorio e per il territorio. Questo legame forte spiega  anche la sobrietà della visit card, su cui non sarebbe fuori luogo aggiungere "Ambasciatori del Territorio".

lunedì 27 agosto 2012

Mentone 1 - Al Petit Prince cucina francese, senza eccessi.

Mentone perla di Francia” avvisa il cartello che accoglie coloro che arrivano da Roquebrune, contando sul mare cristallino e sul delizioso microclima favorito dalla protezione delle montagne che fanno di questa località un ottimo posto per rilassarsi, dedicarsi a passeggiate romantiche sull’antico sentiero dei doganieri, o a sudate mitiche sulla promenade du Soleil.Anche il palato trova qui le sue belle soddisfazioni, per esempio al restaurant Le Petit Prince (59 Promenade du Soleil - tel. 04 93 41 66 05 – apertura da lunedì a domenica dalle12alle 14 edalle 19 alle 22), inserito nell’albergo Prince de Galles, un Best Western di buon livello, dove si gusta una cucina francese di tradizione vocata al pesce ma non solo. Quattro i menu disponibili, secondo la migliore tradizione d’Oltralpe: il menu du jour a euro 17,90, ideale per che ha poco tempo o poca fame, il m. du marché a 23,50 che cambia ogni giorno a seconda di quello che offre lo storico mercato alimentare al coperto, il m. du Petit Prince a 31,00 e per i veri gourmand il m. Gastronome a 40,00 dove il foie gras si spreca. Per chi non si accontenta delle possibili combinazioni offerte dai menu, c’è sempre la carta. Noi abbiamo provato ravioli di spinaci e uno stinco di agnello su letto di fagioli e pomodoro, deliziosi. Carta dei vini di livello (tutti prodotti francesi, chiaramente), servizio veloce e disponibile, ottimo rapporto prezzo/qualità. Ideale per chi voglia fare esperienza di cucina francese conservando un buon ricordo non annacquato dalle salse di cui i cugini continuano a fare un uso per lo meno eccessivo.

sabato 17 marzo 2012

Ho conosciuto Mr. Chen...

Nel romanzo “Un’ottima annata” di Peter Mayle, un certo Mr. Chen dal suo ufficio affacciato sul porto di Honk Kong commerciava in vini straordinari che i facoltosi acquirenti non  avrebbero mai bevuto. Il gusto non era importante , perché come dice Mr.Chen “… questo vino non si beve: si vende e si compra. E’ un investimento.” Quelle parole mi sono rimaste in testa, fino a quando non ho conosciuto Mr. Chen. E’ successo una sera dello scorso novembre, nella Langa più vera e profonda, in una cantina di nicchia persa tra le colline. Una trentina di investitori e di appassionati, riuniti da un noto gruppo di private banking, io tra gli eletti solo per amicizia e per la mia nota passione per i grandi vini. Mi sono rasserenato, il Mr. Chen che ho conosciuto io non è un freddo e spietato businessman cinese di Honk Kong, è un francese raffinato che parla un italiano perfetto perché vive nel nostro Paese e ha saputo trasformare la propria passione per i grandi cru e chateau  della sua terra, in una professione. Lui i vini li conosce, li acquista e li assaggia. C’è un caveau dove vengono tenuti i vini in una banca di una città svizzera, dove ogni anno gli investitori sono invitati per una sessione di degustazione dei vini sui quali hanno scelto di puntare i propri soldi. Per il resto la serata è trascorsa a tavola, tra le reinterpretazioni della tradizione di uno chef stellato e alcuni assaggi di nettari francesi della fine del secolo scorso. Al rientro le luci punteggiavano i paesi di Langa.