venerdì 22 aprile 2011

UN MINESTRONE DAL GUSTO DI MARE.


Per info cliccate sul biglietto da visita
 Chassieu è un comune di poco menodi 10.000 abitanti a una ventina di chilometri da  Lione, immerso nel verde, con una zona residenziale, un vecchio centro storico nella parte alta del paese e una zona industriale sviluppata. Ed è per lavoro che approdiamo a Le Montgolfier, ristorante da affari e famiglie, sale ampie, cucina tipica, buona scelta di vini, servizio veloce e cortese, ottimo pesce. E voglio segnalare un minestrone di verdure delicato, con piccole paste a ditalini, quella che nel sud Italia viene ancora chiamata "pasta dell'arsenale" e capesante appena grigliate. Una somma di sapori equlibrati che lascia un buon ricordo al palato. Se passsate da quelle parti, fateci un salto.

(Visitato il 19.4.2011)  

domenica 17 aprile 2011

IL PUNTO VERDE, CUCINA VEGETARIANA CONSIGLIATA ANCHE AGLI ONNIVORI.

Per maggiori  info fai clik sul biglietto da visita.
In occasione del 150 dell’unità d’Italia, essendo il verde il primo dei colori della nostra bandiera .…., no, scusate, ho sbagliato attacco, Il Punto Verde  ristorante vegetariano in Torino, on ha nulla a che vedere con il tricolore, ma posso garantirvi che la sua bella storia ce l’ha anche lui. Pionieri della cucina vegetariana in città, è infatti nato 32 anni fa, ha sede in pieno centro, in via San Massimo, con un piccolo dehors  ricavato in un androne antico e tre deliziose salette interne. Il menu è in italiano e in piemontese, ma non fatevi trarre in inganno dal termine “seitan” che a dispetto dell’assonanza sabauda è una preparazione altamente proteica ricavata dal glutine del grano tenero o del farro o del kamut e di aspetto e consistenza simile alla carne. Passando ai cibi, vi consiglio il buffet di antipasti che, soprattutto se non siete vegetariani praticanti, vi darà una saporita idea di questo mondo. Seguono i primi a basa di pasta, con i condimenti classici, o particolari come le pappardelle al ragu di seitan. Da provare l’ottimo couscous. Nei secondi il seitan domina e notevole è pure l’offerta di formaggi. Lista dei vini incentrata su produzioni biologiche del territorio a cui si aggiungono birre a fermentazione naturale biologica e centrifugati di frutta e verdura, oltre al cidro e  alle immancabili tisane e infusi. Dolci casalinghi, sorbetti e gelati. Conto 27 euro. Consigliato anche agli onnivori.
(Ultima visita 9.4.2011)

giovedì 14 aprile 2011

LA PICCOLA TRATTORIA DEI GRANDI SAPORI.


Per maggiori info fai click sul biglietto da visita.
Ci sono posti dove capita di passare spesso e dire "una di queste sere ci vado". Poi la serata giusta non viene mai o capita all'improvviso. E' così che è andata con "La piccola trattoria" un locale a pochi passi dal risorto Museo dell'Auto che a dispetto dell'umiltà del nome esibisce la grandezza di sapori della cucina siciliana. L'ambiente è caldo, complice la boiserie, il servizio cordiale, la cucina di pesce squisita. Ci facciamo guidare, non chiediamo la carta, forse neanche c'è, e agli antipasti gustiamo un tenero e giustamente tiepido polipo con patate e dadolini di pomodori, un sapido spiedino di freschi gamberetti, la frittella di gianchetti, il baccalà fritto, lo spada e il nasello in umido, tutto squisito e corroborato da un olio di carattere, profumatissimo e leggermente amarognolo. Al primo siamo conquistati da un piatto spaghetti alla marinara ricco e al dente. Volendo ci sono altre paste e risotti. Ci arrendiamo e non ci facciamo tentare dai secondi anche se, con quelle premesse, al fritto misto di pesce è difficile dire no. Non ci portano lista dei vini, forse neanche c'è, ma bottiglie di una certa raffinatezza occhieggiano sparse su scansie e ripiani, e quando timidamente chiediamo un bianco fermo in demi bouteille, la signora ne propone ben due, un Arneis e un siculo Donnafugata. E che la dicano certi altezzosi blasonati della cucina! Per dessert una deliziosa cassata monodose. Conto onesto, 50 euro in due. Uscendo proviamo la gioia di chi ha scoperto un diamante incastonato nell'asfalto e mentre a piedi faccio ritorno a casa, medito se parlare di questa felice scoperta sul mio blog. Provo la gelosia ingorda di chi vuole tenere tutto per sè, ma poi decido che per un mondo migliore, la buona tavola va sempre condivisa con gli amici.
La piccola trattoria
Via Richelmy, 5/A
Torino - Tel. 011.2079483

(Ultima prova 13 aprile 2011).

domenica 3 aprile 2011

DA "I BOLOGNA" NE VALE SEMPRE LA PENA.

Decidiamo all'ultimo momento di cenare dai Bologna a Rocchetta Tanaro. E’ sabato e non abbiamo prenotato. L’accoglienza è cordiale ma il locale è completo. Comunque fanno una verifica e fortunatamente c’è stata una disdetta. Ci accompagnano al tavolo, d’angolo, domina la sala e dà sulla cucina a vista dove la signora Mariuccia manipola la pasta e crea agnolotti. Lo spettacolo attira una tavolata di tedeschi. A turno, educatamente, alcune signore si alzano e osservano interessate come nascono simili italiche delizie. Il locale si sta riempiendo. Le due sale sono moderne, dell’antica stalla rimangono alcune travi e la rastrelliera da cui si inforcava il fieno per le bestie. Tavoli ben distanziati, mise en place di sobria eleganza. Al tavolo troviamo le famose lingue di suocera tipiche di Rocchetta, croccanti, non unte  e poco salate. Quasi subito arrivano alcune strisce di focaccia ancora calda e un piccolo pre antipasto, un delizioso peperoncino farcito e due fette di coppa delicata. Purtroppo non è sera da esperienza gastronomica. Abbiamo fretta di raggiungere alcuni amici per un dopo cena. Resistiamo alla tentazione di assaggiare i magici agnolotti, quadrati comme il faut, e le esotiche lasagnette alle cime di rape. Ci limitiamo a un antipasto e un secondo. Optiamo per vitello tonnato e tonno di coniglio, gli antipasti, galletto arrostito al timo e asparagi con l’uovo e il parmigiano, i secondi. Ci accompagna una barbera ferma e leggera scelta dalla piccola cantina adiacente alle sale. Il vitello è rosa e delicato e la salsa tonnata non lo ricopre ma rimane al centro per sottolineare senza prevalere. I filetti di coniglio sono consistenti e saporiti. Il galletto si amalgama perfettamente con il timo. Gli asparagi sono carnosi e teneri, ottimi nella loro semplicità. Tra le altre proposte della serata c’era l’ossobuco di cavallo con i piselli e la tagliata di vitello. Non abbiamo tempo neppure per i dessert. Il servizio è stato rapido. Il conto 75 euro in due. E’ tardi, dobbiamo andare, è stato breve, ma da “i Bologna” ne vale sempre la pena.
(Ultima visita 2.4.2011)

Trattoria “i Bologna” – Via N. Sardi, 4 – Rocchetta Tanaro (AT)
Tel. 0141.644600 – Chiuso il martedì – www.trattoriaibologna.it

domenica 27 marzo 2011

VINI IN ANFORA, CALICI DI STORIA.

La Georgia è considerata la culla dell’enologia, grazie anche agli importanti reperti archeologici trovati nella parte meridionale del paese, me è la tecnologia di vinificazione in anfora, il ruolo dell’anfora come contenitore energetico ad incuriosire, anche se questi vini rimangono una proposta di nicchia, indirizzata a consumatori esperti. A partire dal 2000 alcuni produttori italiani come Gravner e il Castello di Lispida hanno iniziato a produrre vini seguendo pratiche di vinificazione utilizzando le grandi anfore, dette kvevri, modellate a mano e cotte in speciali forni. La delegazione di Torino e provincia dell’Onav dedicherà la serata di giovedì 31 marzo (ore 21.00, Hotel Diplomatic, via Cernaia 42, Torino) alla conoscenza e degustazione di alcuni vini italiani e georgiani prodotti con questa arcaica metodologia.

sabato 19 marzo 2011

E SE AL CENTRO DEL TRICOLORE METTESSIMO LA TAZZINA DI CAFFE'?

L'Italia è veramente uno strano Paese. La nostra classe politica prima decreta la giornata del 17 marzo Festa Nazionale, poi decide che non si deve festeggiare, poi recupera in zona Cesarini e celebra, ma anche così c'è qualcuno che va alle celebrazioni ufficiali, altri che non si presentano all'alzabandiera e perdono anche una buona occasione per non dare aria alla bocca. Ora mi chiedo, questi Ministri e Presidenti di Regione non hanno giurato fedeltà alla Repubblica, prima di accettare incarichi (ed emolumenti)? A quel tempo non erano stati informati che in Italia c'è una Costituzione scritta e che la bandiera italiana è il tricolore? Per il tricolore poi potevano a chiedere a tutti quei cittadini che motu proprio, senza attendere le celebrazioni ufficiali, la bandiera nazionale l'hanno esposta ai balconi delle proprie case, con convinzione, credendoci. E ancora una volta è stato provato il teorema che il popolo è meglio di chi lo governa. Anche se ci è capitato di vedere molte bandiere esposte capovolte, cioè con il verde in alto o a destra..... Di questi tempi ben poca cosa, un peccato veniale. Chi sa perfettamente l'ordine dei colori della bandiera è l'Istituto dell'Espresso Italiano che l'ha riprodotto anche sul proprio logo, la tazzina di caffè. Spesso all'Italia si associa la pizza o gli spaghetti, io credo che invece sia il caffè ristretto il vero prodotto che ci identifica e ci rende riconoscibili in tutto il mondo. Sì perchè si può mangiare una buona pizza anche in Cina, ma il caffè quello proprio no, anche se le moderne cialde, pur annientandone la personalità, rendono bevibile il caffè anche fuori dall'Italia. In Italia invece se volete non essere traditi andate sul sito www.espressoitaliano.org e troverete tutti i bar della penisola dove si può degustare un vero espresso italiano certificato.

giovedì 3 febbraio 2011

A CHE BELLU CAFE'.

Il Vendome è un bel locale. Arioso ed elegante, il bagno ampio e pulito, il personale è gentile e disponibile. La clientela è quella "giusta" e non mancano presenze straniere che hannno  movenze da cliente abituale. Il caffè, invece, non sa darmi emozioni. Il ristretto che ho chiesto è troppo lungo e non caldo abbastanza. Ha ragione il mio amico "Principe" Sergio , quando afferma convinto che "il caffè è Bodoni". Poche ore dopo l'esperienza del ristretto-lungo, il ristretto modello Bodoni mi riconcilia con il mondo. Un concentrato di gusto, nè molto nè poco, profumato e secco, da bere rigorosamente amaro. Una sferzata di piacere intenso. E poi, ancora squassato dal godimento, una abbondante cucchiainata di panna morbidissima e dolce, quasi dimenticata a lato della  tazzina. Quando la scopri si offre in tutta la sua voluttà. Come la Gradisca felliniana, e che il paragone non appaia blasfemo. Al Bodoni il bagno è in cortile, celato dentro una colonna.  Chiuso dentro, guardo il soffitto e mi sento Gagarin.